Pianura per la Legalità ed in memoria di Gigi e Paolo
Iscritta nello Speciale Elenco, tenuto presso la Prefettura di Napoli, al numero d’ordine 6 ai sensi del D.M. n.614/1994, del D.M. n.451/1999 e successive modificazioni.
L’associazione antiracket “Pianura per la Legalità in memoria di Gigi e Paolo” nasce da un momento preciso della storia del quartiere: nei primi anni Duemila, Pianura era asfissiata da una fortissima pressione camorristica. Tre grandi clan controllavano il territorio, i commercianti venivano minacciati, estorti e, talvolta, persino aggrediti. La strage di Luigi Sequino e Paolo Castaldi, avvenuta il 10 agosto 2000, segnò profondamente la comunità, che sprofondò immediatamente in uno stato di angoscia e paura costanti.
Nel giugno del 2002, l’Associazione dei Commercianti di Pianura, aderente a Confesercenti, organizzò una grande manifestazione pubblica presso la Scuola Media “Ferdinando Russo”, dove furono invitate la Prefettura, il Comune, le Forze dell’Ordine e moltissimi esponenti di parrocchie e istituzioni. L’obiettivo era uno: dichiarare pubblicamente che nessuno, all’interno del quartiere, avrebbe più tollerato una situazione del genere.
Grazie alla manifestazione, la gente iniziò a capire che chiedere maggiori controlli non era più sufficiente, bensì bisognava che la comunità si assumesse una responsabilità diretta.
In preda a rabbia e sconforto, alcuni commercianti pronunciarono le seguenti parole: «Noi sappiamo chi sono quelli che vengono a minacciarci: erano i nostri garzoni, oggi impugnano le armi! Abbiamo paura, certo… ma se nessuno denuncia, non cambierà mai niente!»
Da quel momento, un gruppo stabile di commercianti, coordinato dall’Associazione, iniziò a riunirsi con regolarità, dando vita a un vero e proprio movimento che costantemente si confrontava con le Forze dell’Ordine e, studiando le esperienze antiracket siciliane, approfondiva le misure di tutela previste dalla legge. Fu un cammino lento, difficile, ma concreto.
CHI SIAMO E COSA FACCIAMO
Da quasi venticinque anni l’associazione è attiva a Pianura e nell’area flegrea, con l’obiettivo di:
- sostenere e accompagnare chi denuncia estorsioni e minacce;
- promuovere cultura della legalità e responsabilità civica;
- collaborare stabilmente con istituzioni e Forze dell’Ordine;
- garantire orientamento e accesso ai presìdi di tutela previsti dalla legge, incluso il Fondo di Solidarietà per le vittime.
L’esperienza pianurese è riconosciuta come un esempio concreto di resilienza comunitaria e di costruzione dal basso della sicurezza collettiva.
10 giugno 2002
L’Associazione dei Commercianti di Pianura, aderente alla Confesercenti, organizza una manifestazione pubblica contro la criminalità nei locali della Scuola Media Statale “Ferdinando Russo” in via Piano Regolatore.
Alla manifestazione furono invitati rappresentanti di tulle le istituzioni locali, Forze dell’Ordine, associazioni e parrocchie di Pianura.
Tra i partecipanti vi erano, tra gli altri, l’allora parlamentare del collegio On.le Riccardo Marone, il dott. Enrico Tedeschi in rappresentanza dell’allora Assessore alla Sicurezza della Regione Campania Maria Fortuna Incostante, l’allora Assessore alla Sicurezza del Cittadino del Comune di Napoli avv. Roberto De Masi, il Consulente Antiracket del Comune Tano Grasso e Geppino Fiorenza, in rappresentanza di Libera Campania e del provveditorato agli studi di Napoli.
Erano inoltre presenti il Segretario Regionale della Confesercenti Cosimo Callisto, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri del Rione Traiano Capitano Francesco Rizzo, il dirigente del locale commissariato di Polizia di Stato ed il Parroco della Chiesa di San Giorgio Martire don Vittorio Zeccone.
Al termine della manifestazione Tano Grasso invitò Luigi Cuomo, Segretario dell’Associazione dei Commercianti e organizzatore di tale iniziativa, a verificare la possibilità di costituire, insieme a don Vittorio Zeccone, un’associazione antiracket a Pianura, sul modello di quella che proprio lui contribuì a fondare, in provincia di Messina. Cuomo e Zeccone accettarono l’invito e iniziarono ad incontrare sistematicamente Grasso, insieme a diversi commercianti e rappresentanti della società civile e delle scuole locali.
Seguirono mesi di intense discussioni e incontri durante i quali il gruppo, oramai composto da 15 persone, decise di pervenire alla costituzione notarile dell’associazione.
20 marzo 2003
L’associazione si costituisce ufficialmente, con regolare atto notarile, a Pianura, in un clima di grande riservatezza e discrezione. I soci costituendi furono 15, tra cui commercianti, artigiani, professionisti ed insegnanti, oltre a don Vittorio Zeccone, parroco della Chiesa di San Giorgio, prima storica sede sociale dell’associazione. Nasce così la prima associazione antiracket costituita in Campania.
29 aprile 2003
Pianura ospita la manifestazione ufficiale di presentazione dell’associazione e dei suoi scopi, con la partecipazione dell’allora Sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino, del Consulente Antiracket Tano Grasso e del Questore di Napoli Franco Malvano.
9 giugno 2003
L’associazione organizza una manifestazione alla quale partecipa anche il nuovo Prefetto di Napoli Renato Profili il quale, accompagnato dai soci dell’associazione, visita alcune attività commerciali nel quartiere di Pianura. Al termine del giro tra i negozi, il Prefetto incontra a porte chiuse i soci dell’associazione presso la sede sociale in Parrocchia di San Giorgio Martire. Nel novembre di quello stesso anno, l’associazione accompagna il primo commerciante a sporgere denuncia per una tentata estorsione da parte di due esponenti del clan Marfella, allora dominante nel quartiere: i due denunciati furono i fratelli Giuseppe e Salvatore Mele, anche detti “‘e Giuliett’”. La denuncia viene presentata alla compagnia dei Carabinieri del Rione Traiano, comandata dal Capitano Francesco Rizzo. Dopo pochi giorni dalla denuncia, Salvatore Mele viene arrestato mentre il fratello Giuseppe si dà alla latitanza (verrà anch’esso arrestato nel giro di pochi mesi). Dal relativo processo, iniziato nel maggio 2004 e svoltosi con rito abbreviato, furono emanate per entrambi severe condanne in primo grado.
11 febbraio 2004
L’associazione organizzò a Pianura una giornata speciale, ospitando l’On.le Alfredo Mantovano, Sottosegretario con delega al Ministero degli Interni. L’evento iniziò con una passeggiata per le strade del quartiere in compagnia dei vertici provinciali delle Forze dell’Ordine. Successivamente, all’interno della palestra dell’Ottavo Circolo Didattico si tenne una manifestazione pubblica dal forte valore simbolico: la presenza delle istituzioni rappresentava un chiaro messaggio di sostegno e di vicinanza a chi sceglie di ribellarsi al racket, denunciando. Mantovano, insieme al Prefetto Profili, al Commissario Nazionale Antiracket Carlo Ferrigno e ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine, volle incontrare personalmente Raffaele Cangiano, commerciante locale, esprimendogli solidarietà e riconoscenza per il coraggio dimostrato denunciato i suoi estorsori e diventando così un esempio di coraggio civile per tutta la comunità. La sua scelta, infatti, incoraggiò molti altri commercianti a non sentirsi soli e a trovare la forza di reagire alle le prepotenze della criminalità, ispirando la nascita della prima associazione antiracket di Napoli.
26 maggio 2004
L’associazione si costituisce per la prima volta parte civile nell’udienza preliminare del procedimento penale in cui Raffaele Cangiano, imprenditore e socio dell’associazione, figura come parte offesa.
16 luglio 2004
Nel cuore di Pianura, durante un periodo segnato da gravi intimidazioni, l’associazione antiracket svolge un ruolo fondamentale nella difesa dei commercianti minacciati dalla criminalità organizzata. Questa realtà, nata proprio per tutelare chi decide di opporsi alle estorsioni, offre supporto concreto alle vittime, le accompagna nei percorsi di denuncia e promuove la legalità come valore condiviso.
Uno dei momenti più significativi di questo impegno collettivo si è svolto quando Raffaele Cangiano, imprenditore e socio dell’associazione, è stato chiamato a testimoniare in tribunale contro i suoi estorsori; ad accompagnarlo c’erano il Capitano Francesco Rizzo e una folta delegazione di cittadini di Pianura. La presenza numerosa e compatta di questa delegazione rappresenta un esempio concreto di resistenza civile: la comunità si è stretta intorno a Cangiano per sostenerlo e per lanciare un messaggio forte, chiaro e unitario contro la criminalità.
Nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2005, proprio alla vigilia della prima udienza di un processo delicato, si è verificato un grave atto intimidatorio: ignoti sparano contro la saracinesca di Alfonso Baratto, commerciante e una delle principali vittime e testimoni del procedimento, insieme ad altri esercenti della zona. Tale gesto aveva lo scopo di incutere paura e scoraggiare Baratto, gli altri commercianti coinvolti, il Comune di Napoli e l’associazione antiracket, tutti pronti a costituirsi parte civile durante l’udienza.
Nonostante le minacce e il forte clima di tensione, Baratto e i suoi colleghi hanno scelto di non arrendersi, occupando ciascuno il proprio posto in aula e costituendosi regolarmente parte civile. La loro determinazione, sostenuta dalla presenza compatta dell’associazione antiracket, dei cittadini e delle istituzioni, ha rappresentato una coraggiosa risposta alle prepotenze della criminalità. Questo episodio testimonia la forza della solidarietà collettiva, il valore dell’impegno civico e la capacità di una comunità di reagire unita contro il racket, riaffermando la volontà di difendere la legalità a Pianura.
30 maggio 2005
L’associazione organizza una sit-in di solidarietà in favore di Alfonso Baratto. Alla manifestazione partecipano il Sindaco Iervolino, l’Assessore De Masi e l’Assessore Regionale Corrado Gabriele, oltre a rappresentanti di Libera e di tutte le altre associazioni antiracket napoletane, nate grazie all’iniziativa pianurese del 2002.
In vista della manifestazione, i commercianti di Pianura decidono di effettuare una “serrata antiracket“: chiudono i negozi un’ora prima del solito, in segno di solidarietà, per poter partecipare alla manifestazione pubblica svoltasi in Corso Duca d’Aosta, nei pressi del parco pubblico dedicato alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino.
La “serrata antiracket” non fu solo un atto simbolico, ma dimostrò la forza dell’unione tra cittadini e istituzioni nella lotta contro il racket e la camorra.
13 marzo 2009
La Prefettura di Napoli, in relazione alle verifiche condotte sull’associazione, previste dall’art.4 del D.M. 220/2007, conferma per il nuovo triennio l’iscrizione nell’elenco provinciale delle associazioni e fondazioni antiracket e antiusura previste dall’art.13, comma 2 della legge 44/99 e dall’art. 15, comma 4 della Legge 108/96.
12 aprile 2011
In un quartiere segnato troppo spesso dalle ferite causate dalla criminalità organizzata, la memoria diventa un faro di speranza e di resistenza civile: la cerimonia di adozione della memoria di Luigi Sequino e Paolo Castaldi da parte dell’associazione antiracket di Pianura non è stata soltanto un atto formale, bensì un momento di profonda unione e rinascita per l’intera comunità.
Gigi e Paolo erano due giovani di Pianura, ragazzi pieni di sogni e progetti, brutalmente assassinati la sera del 10 agosto 2000 dalla camorra, vittime innocenti di una violenza senza senso. Il loro nome, oggi, è diventato simbolo di tutte le vittime innocenti e della necessità di non dimenticare, affinché la loro memoria possa guidare la lotta quotidiana contro la criminalità organizzata e il racket.
Proprio per onorare il sacrificio di Gigi e Paolo, la prima associazione antiracket della città ha deliberato di adottare ufficialmente la loro memoria, rinominandosi “Pianura per la Legalità in memoria di Gigi e Paolo”. Tale scelta rappresenta una dichiarazione di impegno costante nella difesa della legalità e nel rifiuto netto di ogni forma di sopraffazione mafiosa, dando un senso concreto alle parole “memoria” e “comunità”.
La cerimonia, sobria ma intrisa di emozione, ha visto la partecipazione di decine di studenti delle scuole del quartiere, docenti, figure istituzionali e associative, oltre che dei familiari di Gigi e Paolo. Tra i presenti, si annoveravano Lorenzo Clemente (coordinatore dei familiari delle vittime della criminalità), Geppino Fiorenza (Coordinatore Regionale di Libera), don Enzo Tiano (Parroco della Chiesa di San Giuseppe Operaio), Francesco Pisano (docente del liceo Labriola), Livio Falcone (Consigliere Provinciale) e Lorenzo Diana (Coordinatore Nazionale della Rete per la Legalità).
Un ringraziamento particolare fu rivolto alla docente Laura Pelosi, che con grande sensibilità organizzò la manifestazione insieme al professor Giovanni Palmers, coinvolgendo la scuola e l’intero quartiere.
5 dicembre 2012
L’associazione elegge Domenico Giordano come nuovo Presidente, Raffaele Cangiano come Vicepresidente e conferma Luigi Cuomo nel ruolo di Portavoce. Giorgio Baiano, dopo nove anni di presidenza, resta tra i dirigenti dell’associazione.
12 settembre 2018
La Prefettura di Napoli, in relazione alle verifiche condotte sull’associazione, previste dall’art.4 del D.M. 220/2007 e ss.mm. e D.M. n. 223/15, conferma per il nuovo triennio l’iscrizione nell’elenco provinciale delle associazioni e fondazioni antiracket e antiusura previste dall’art.13, comma 2 della legge 44/99 e dall’art. 15, comma 4 della Legge 108/96.
26 giugno 2019
L’associazione è ufficialmente iscritta al registro delle associazioni di promozione sociale della Regione Campania al numero 397.
5 settembre 2022
L’associazione è ufficialmente iscritta al RUNTS, tramite trasmigrazione, con numero di repertorio 46488.
3 novembre 2023
La Prefettura di Napoli, in relazione alle verifiche condotte sull’associazione, previste dall’art.4 del D.M. 220/2007 e ss.mm. e D.M. n. 223/15, conferma per il nuovo triennio l’iscrizione nell’elenco provinciale delle associazioni e fondazioni antiracket e antiusura previste dall’art.13, comma 2 della legge 44/99 e dall’art. 15, comma 4 della Legge 108/96.
29 ottobre 2025
L’associazione nomina Luigi Cuomo come nuovo presidente e conferisce a Giovanni Palmers il ruolo di Portavoce. Entrambi sono tra i soci fondatori dell’associazione.
LE PERSONE E LA MEMORIA
L’associazione antiracket “Pianura per la Legalità” è intitolata a Luigi Sequino e Paolo Castaldi, vittime innocenti e simboli di una stagione di dolore, ma anche di riscatto. La loro memoria ha acceso un impegno collettivo che continua ancora oggi. A fondare l’associazione furono imprenditori, parroci, professionisti, cittadini e commercianti del quartiere, tra cui: don Vittorio Zeccone, Luigi Cuomo, Gianni Palmers, Giorgio Baiano, Piero Di Fusco, Benito Bavarella, Anna Scala e tanti altri. Persone diverse, unite da un’unica scelta: dire “Basta!” alla criminalità.
Da allora, l’associazione ha accompagnato decine di vittime di racket e usura lungo il percorso della denuncia, della protezione e della rinascita personale e imprenditoriale. Si è presto inserita nella rete nazionale SOS Impresa – Rete per la Legalità, diventando uno dei presìdi più attivi del Sud Italia e promuovendo campagne sociali, progetti educativi, incontri pubblici e percorsi comunitari.
La storia dell’associazione antiracket di Pianura è la storia di una comunità che, nel momento più difficile, non ha ceduto. Ha scelto di organizzarsi, denunciare e resistere.
